Bando ISI INAIL 2026: contributi per impianti di aspirazione e sicurezza aziendale
Se stai valutando di migliorare la sicurezza nella tua azienda e allo stesso tempo accedere a un contributo concreto, il Bando ISI INAIL 2026 rappresenta un’opportunità importante da conoscere. In Stucchi ci occupiamo da oltre 40 anni di sistemi di aspirazione industriale e sappiamo quanto un buon impianto progettato correttamente sia fondamentale per migliorare la qualità dell’aria e ridurre l’esposizione dei lavoratori a polveri, fumi, vapori e agenti potenzialmente pericolosi.  Proprio per questo il bando ISI può diventare uno strumento strategico per le imprese che intendono investire in soluzioni efficaci per la prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro.  In questa guida vediamo come funziona il bando, quali sono i requisiti per partecipare, cosa finanzia realmente e perché gli impianti di aspirazione localizzata possono rientrare tra gli interventi agevolabili, se correttamente progettati e documentati.   

Cos’è il Bando ISI INAIL e come funziona? 

Il Bando ISI INAIL è una misura agevolativa che mette a disposizione contributi a fondo perduto destinati alle imprese che investono nel miglioramento della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Si tratta di un contributo a fondo perduto: non parliamo quindi di un finanziamento da restituire, ma di un’agevolazione che copre una percentuale delle spese ammissibili sostenute dall’impresa, al netto dell’IVA, entro i limiti previsti dal bando.  Per molti interventi, tra cui quelli relativi alla riduzione dei rischi tecnopatici e infortunistici, il contributo può arrivare fino al 65% delle spese ammissibili, con un importo massimo generalmente pari a 130.000 euro.  L’obiettivo del bando è chiaro cioè ridurre i rischi per i lavoratori e incentivare interventi concreti, tecnicamente fondati e documentabili, in grado di ridurre i rischi per i lavoratori.  In questo contesto possono rientrare anche i sistemi di aspirazione e filtrazione, in particolare quando sono finalizzati alla riduzione dell’esposizione ad agenti chimici, polveri, fumi, vapori o sostanze nocive presenti nell’ambiente produttivo.  Tuttavia, per accedere realmente al contributo non è sufficiente acquistare un nuovo impianto. Serve un progetto coerente con gli obiettivi del bando, capace di dimostrare un miglioramento effettivo, misurabile e documentabile delle condizioni di sicurezza.

Novità 2026: un bando più accessibile e orientato ai nuovi rischi

L’edizione 2026 ha introdotto alcuni aggiornamenti importanti che rendono il bando più accessibile per le imprese. Tra le principali novità troviamo:
  • l’aggiunta dei DPI intelligenti alle attrezzature finanziabili: sono dispositivi evoluti dotati di sensori e sistemi digitali in grado di monitorare l’ambiente e prevenire situazioni di rischio;
  • l’aggiunta degli impianti fotovoltaici per l’autoproduzione;
  • nei requisiti c’è una maggiore attenzione allo stress termico, con interventi specifici per chi lavora in condizioni climatiche critiche (ad esempio, prefabbricati climatizzati per chi lavora all’aperto e soluzioni per mitigare l’esposizione a condizioni meteo estreme);
  • l’obbligo di copertura assicurativa contro eventi catastrofali, che può incidere direttamente sull’accesso al contributo;
  • la revisione del sistema di punteggio, con vantaggi per i settori più esposti al rischio e per le aziende con certificazioni ambientali e di sicurezza. 

Requisiti del Bando ISI INAIL: chi può partecipare?

Dopo aver chiarito come funziona il Bando ISI INAIL, è fondamentale capire se la tua azienda possiede i requisiti per accedere al contributo. Possono partecipare al Bando ISI INAIL le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura e attive sul territorio nazionale. In linea generale, l’impresa deve:
  1. essere regolarmente iscritta alla CCIAA; 
  2. avere un’unità produttiva attiva sul territorio nazionale; 
  3. essere in regola con gli obblighi contributivi e assicurativi; 
  4. non trovarsi in stato di liquidazione volontaria o sottoposta a procedure concorsuali;
  5. non aver già ottenuto contributi incompatibili o non cumulabili per lo stesso progetto;
  6. rispettare le condizioni previste dall’Avviso pubblico regionale o provinciale di riferimento
A queste si aggiungono, in alcuni casi specifici, anche gli Enti del Terzo Settore, ma limitatamente a determinate tipologie di intervento previste dal bando.  Accanto ai requisiti di accesso, è importante considerare anche alcune esclusioni:
  • non possono partecipare le aziende che hanno già ottenuto il contributo nelle edizioni recenti (salvo eccezioni specifiche);
  • sono escluse le imprese con condanne legate a violazioni gravi in materia di sicurezza sul lavoro, salvo riabilitazione. 
Ma il punto davvero centrale, spesso sottovalutato, riguarda la natura del progetto. Infatti, la commissione del bando ISI non si limita a verificare “chi può partecipare”, ma soprattutto cosa viene proposto. Per essere ammesso, infatti, il progetto deve dimostrare un miglioramento concreto e misurabile del livello di sicurezza. Questo significa che non è sufficiente sostituire un macchinario con uno equivalente ma è necessario intervenire in modo efficace su un rischio specifico, riducendolo in maniera documentabile. In altre parole, il bando premia le aziende che scelgono di fare un vero salto di qualità in termini di sicurezza, non chi si limita a un aggiornamento formale. Ed è proprio su questo aspetto che si gioca gran parte delle possibilità di accesso al contributo.  

Bando ISI INAIL 2026: cosa finanzia davvero?

Per capire davvero cosa finanzia il Bando ISI INAIL 2026, è fondamentale partire dalla sua struttura. Il bando è infatti suddiviso in diversi assi di finanziamento, ciascuno pensato per intervenire su specifiche tipologie di rischio e contesti produttivi. Il Bando ISI INAIL 2026 si articola in cinque assi principali:
  • Asse 1 – Riduzione dei rischi tecnopatici e modelli organizzativi: è l’asse più rilevante per molte aziende manifatturiere e industriali. Finanzia interventi legati a:
    • riduzione del rischio chimico (polveri, fumi, agenti nocivi);
    • miglioramento delle condizioni ambientali (aria, rumore, vibrazioni);
    • introduzione di sistemi di gestione della sicurezza (es. ISO 45001).
  • Asse 2 – Riduzione dei rischi infortunistici: rientra la sostituzione di macchinari obsoleti, soprattutto quelli immessi sul mercato prima di determinate normative. L’obiettivo è ridurre i rischi legati all’uso di attrezzature non più adeguate.
  • Asse 3 – Bonifica da amianto: interventi mirati alla rimozione e smaltimento di materiali contenenti amianto, con eventuale rifacimento delle strutture.
  • Asse 4 – Progetti per settori specifici: dedicato a micro e piccole imprese operanti in settori ad alta rischiosità (es. legno, tessile, produzione). Anche qui rientrano interventi per la riduzione di polveri e miglioramento della sicurezza.
  • Asse 5 – Agricoltura: rivolto alle imprese agricole, con focus su macchinari innovativi e riduzione delle emissioni e dei rischi operativi.

Approfondimento: quali impianti di aspirazione industriale possono rientrare nel bando ISI 

In Stucchi 1950 progettiamo sistemi di aspirazione industriale per la riduzione di polveri e agenti inquinanti nei processi produttivi. In questo contesto, il Bando ISI INAIL offre opportunità concrete per le imprese che investono nel miglioramento della qualità dell’aria e della sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare nell’Asse 1. I sistemi di aspirazione e filtrazione rientrano infatti tra gli interventi più rilevanti di questo asse, perché consentono di ridurre l’esposizione dei lavoratori a polveri, fumi e gas direttamente alla fonte. Questi interventi sono particolarmente diffusi nei settori automotive, verniciatura, lavorazione del legno e metalmeccanica. In questo ambito, infatti, sono finanziabili interventi come:
  1. Aspirazione polveri, particolarmente rilevante in falegnamerie e lavorazioni industriali; 
  2. Aspirazione fumi di saldatura per ridurre l’esposizione a sostanze nocive;
  3. Sistemi di captazione gas di scarico molto presenti in officine e in aziende dedicate all’ automotive;
  4. Cabine di verniciatura o carteggiatura; 
  5. Cappe e sistemi di captazione collegati a lavorazioni specifiche; 
  6. Impianti centralizzati di aspirazione che migliorano il controllo complessivo dell’ambiente di lavoro.
Il principio fondamentale è che l’impianto deve intervenire sul rischio alla fonte, catturando l’agente inquinante il più vicino possibile al punto di emissione.  Per questo motivo, la progettazione tecnica è decisiva: non è sufficiente un sistema di filtrazione generico, ma serve dimostrare una reale riduzione dell’esposizione dei lavoratori e un miglioramento delle condizioni di sicurezza. La documentazione tecnica deve inoltre essere coerente con il bando, in particolare nella descrizione del rischio.  

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Come partecipare al Bando ISI INAIL : la procedura 

Ora che hai compreso l’importanza e le opportunità del bando, è normale chiedersi come partecipare in modo corretto, evitando errori che potrebbero compromettere tutto il processo. La domanda va presentata esclusivamente online, attraverso il portale INAIL, e segue una procedura articolata in più fasi. Ecco tutti gli step da seguire passo passo: 
  1. Compilazione e caricamento della domanda online: l’impresa inserisce il progetto sul portale INAIL. In questa fase viene calcolato automaticamente il punteggio. Per proseguire è necessario raggiungere la soglia minima prevista (generalmente 130 punti).
  2. Registrazione della domanda e codice identificativo: una volta completata correttamente la compilazione, il sistema consente la registrazione della domanda e il rilascio del codice identificativo, necessario per accedere alla fase successiva.
  3. Click day (invio del codice): nel giorno e orario stabiliti, l’azienda deve inviare il codice tramite lo sportello informatico. Questa fase è particolarmente delicata e richiede una preparazione accurata.
  4. Invio della documentazione tecnica: le imprese ammesse devono caricare entro i tempi previsti tutta la documentazione (preventivi, perizie, dettagli tecnici) per la verifica finale.
Negli ultimi anni, è emerso un aspetto importante ovvero che il vero filtro non è la velocità con la quale si presenta la domanda, ma il raggiungimento di un punteggio adeguato e la qualità del progetto. Inoltre, una quota significativa di domande viene esclusa nelle fasi successive per errori tecnici o documentali. Per questo motivo, prepararsi in anticipo è fondamentale.   

Scadenze Bando ISI INAIL 2025/2026

Per il Bando ISI 2025, la procedura operativa si svolge nel 2026.  Le principali tempistiche sono:  - apertura della procedura informatica per la compilazione della domanda: 13 aprile 2026;  - chiusura della procedura di compilazione: 28 maggio 2026, ore 18:00;  - pubblicazione delle regole tecniche per il click day: 15 maggio 2026;  - pubblicazione della tabella temporale: 28 maggio 2026;  - inizio acquisizione codici identificativi: 29 maggio 2026;  - pubblicazione degli elenchi NCD: 3 giugno 2026;  - caricamento della documentazione per le imprese collocate negli elenchi NCD: dal 3 giugno 2026 al 9 settembre 2026, ore 18:00.  Le date devono sempre essere verificate sulla pagina ufficiale INAIL e sull’Avviso pubblico regionale o provinciale di riferimento, perché le condizioni operative possono variare in base alla specifica procedura.  Attenzione anche a non commettere uno degli errori più frequenti, ovvero quello di iniziare a lavorare sul progetto quando la procedura è già aperta. In realtà per aumentare la possibilità di successo, è opportuno fare tutte le verifiche del caso con largo anticipo. Molti elementi del progetto devono già essere chiari, corretti e documentabili al momento della presentazione della domanda. Per questo, lavorare d’anticipo è essenziale.  

Partecipazione al Bando ISI: l’impianto fa la differenza

Il Bando ISI INAIL 2026 non finanzia semplicemente l’acquisto di un impianto, ma la capacità di ridurre in modo concreto e dimostrabile un rischio per la salute dei lavoratori. Per questo, nel caso di polveri, fumi e agenti aerodispersi, la scelta del sistema di aspirazione è un elemento determinante sia per l’ammissibilità del progetto sia per il risultato finale della valutazione tecnica. Un impianto non correttamente progettato rispetto al processo produttivo può compromettere l’efficacia dell’intervento e, di conseguenza, l’accesso al contributo. In Stucchi 1950 realizziamo sistemi di aspirazione industriale per automotive, falegnameria, nautica e industria, progettati per intervenire direttamente alla fonte del rischio e rispondere ai requisiti tecnici richiesti nei progetti finanziabili. Se stai valutando di partecipare al Bando ISI INAIL 2025/2026, il momento giusto per definire la soluzione tecnica è prima della presentazione della domanda, quando il progetto è ancora modificabile e ottimizzabile.  

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22 Giugno 2026